Antico e moderno

Vi ripropongo alcune frasi storiche per farvi comprendere come i secoli sono passati, ma i concetti sono i medesimi. Meglio ancora in passato si erano evidenziati aspetti che attualmente abbiamo messo nel cassetto, facendo finta di niente.

Ippocrate: “Definirò ciò che ritengo essere la medicina: in prima approssimazione, liberare i malati dalle sofferenze e contenere la violenza della malattia, e non curare chi è ormai sopraffatto dal male.”

A seguito descrive la differenza tra scienza ed opinioni: “Esistono soltanto due cose: scienza ed opinione; la prima genera conoscenza, la seconda ignoranza.”

Sottolineo l'importanza di questi concetti, adesso tutti hanno un opinione anche chi non ha le capacità di ricerca, dunque questro indirettamente dimostra l'elevata ignoranza nel quale il mondo definito moderno è caduto.

Ippocrate: “Lasciate che il cibo sia la vostra medicina e la vostra medicina sia il cibo.”

In Grecia, almeno 400 anni prima di Cristo, si resero conto da tempo che il cibo era fonte di medicina ed esso stesso la cura, dunque perchè oggi non si da l'importanza dovuta?

Ippocrate: “I vecchi sopportano molto più facilmente il digiuno; poi vengono le persone di mezza età. I giovani lo sopportano con difficoltà, e peggio di tutti lo sopportano i fanciulli, specialmente quelli che hanno una vivacità maggiore del solito.”

Osservò la correlazione tra metabolismo basale e l'età o meglio la resistenza al digiuno in base all'età. Egli annotò quello che la vita insegnava facendolo diventare un appunto medico, utile per le generazioni future.

Ippocrate: “I balbuzienti sono presi di solito da una diarrea prolungata.”

Questa annotazione fa pensare alla correlazione tra celiachia e balbuzia che attualmente sembra correlata anche al glutine.

Paracelso arriviano nel 1500, un salto storico: Coloro che si limitano a studiare e a trattare gli effetti della malattia sono come persone che si immaginano di poter mandar via l'inverno spazzando la neve sulla soglia della loro porta. Non è la neve che causa l'inverno, ma l'inverno che causa la neve.”

Noi attualmente curiamo gli effetti della malattia, hai la febbre toglila, hai il dolore sopprimilo, hai il tumore eliminalo e così via,... dunque da Paracelso ad oggi cosa è veramente cambiato? Ci poniamo di risolvere i problemi oppure tamponiamo i sintomi senza porci il problema di cosa li abbia innescati?

Ad esempio un ipertensione arteriosa è sufficiente dare un ace inibitore o un beta bloccante per risolvere il problema o sarebbe meglio chiarire una volta per tutte cosa l'abbia causata in quella persona?

Paracelso: “Ogni medico deve avere molte conoscenze, e non solo quelle che possono trovarsi nei libri; i pazienti devono essere i suoi libri preferiti.”

Egli dava importanza all'osservazione clinica ed al vedere nella persona affetta da malattia fonte di ispirazione per comprendere ulteriormente la stessa e come musa ispiratrice di conoscenza.

Questo è solo un estratto dall'ebook: Stile di vita: la dieta ABO - Evidenze scinetifiche. 

Quanto queste affermazioni sono moderne e ve ne sono tante altre ancora, cosa è cambiato dall'epoca antica alla ômodernaö!