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LArteriopatia Cronica Ostruttiva Periferica degli Arti Inferiori: A.C.O.P. - Consigli pratici.

LARTERIOPATIA PERIFERICA è una malattia cronica, la cui evoluzione è influenzata da vari fattori, sui quali è possibile intervenire. Bisogna ricordare che il fumo, il diabete, le alterazioni dei trigliceridi e del colesterolo, la pressione alta, hanno un ruolo importante nel determinare e nellevoluzione di questa patologia.

  • La marcia quotidiana è fondamentale (ABOLIRE LA VITA SEDENTARIA): èessenziale fare giornalmente delle passeggiate, procedendo lentamente e fermandosi per pochi minuti quando accusa dolore allarto interessato, per poi riprendere il cammino appena passa. Il camminare spesso migliora il compenso circolatorio attivando i circoli collaterali di compenso e migliorando il metabolismo locale. Dunque, camminare a lungo anche se compare il dolore alle gambe, cercando di aumentare la distanza ogni giorno con esercizio costante; questo è il modo migliore per sviluppare i circoli collaterali (vedi metodica di allenamento).
  • La bicicletta è sconsigliata. Utile il nuoto e le passeggiate in acqua durante il periodo estivo.
  • LIgiene dei piedi e delle unghia: ispezionate i vostri piedi quotidianamente, ogni lesione può essere linizio di un problema più grande! Usando forbici a punta smussa ed evitando ilfai da teper quanto riguarda eventuali callosità presenti sui piedi. Controllare spesso le regioni interdigitali dei piedi. Asciugare bene i piedi.
  • La cute opelle: evitare i microtraumatismi, da grattamento, da taglio (uso di rasoi,). Usare se compare secchezza cremeidratanticonsigliate dallo specialista. Nel paziente allettato: prevenire l’insorgenza dei decubiti sia con adeguati presidi fisici, sia con quotidiana e sequenziale mobilizzazione. All’insorgenza di un decubito contattare lo specialista.  
  • La calzatura: le calzature dovranno essere comode e dovranno essere evitati indumenti che stringono gli arti inferiori (in particolare calzini stretti o stivali o calze elastiche non adatte al caso).
  • La calza elastica: nei pazienti che oltre ad avere larteriopatia sono affetti anche da insufficienza venosa agli arti inferiori, la calza elastica può essere usata in casi selezionati solo sotto consiglio del proprio specialista vascolare.
  • Il fumo di tabacco: elemento tra i più dannosi per la progressione della malattia. Soprattutto di sigaretta. Anche pipa e sigari apportano nicotina e altre sostanze dannose alle arterie.
  • La pressione arteriosa: controlli periodici della pressione e trattamento adeguato con la dieta (iposodica) e con farmaci specifici.
  • Il colesterolo e trigliceridi: se sono alti occorre trattarli sia con la dieta che con farmaci specifici. Occorre un accurato studio del metabolismo nei casi con alti valori, prima di intraprendere qualsiasi terapia medica. Evitare cibi grassi e favorire luso di olio doliva.
  • Il diabete: il controllo dei valori glicemici, con la dieta e se necessario con i farmaci (ipoglicemizzanti orali e/o insulina) è sostanziale per il rallentare levoluzione dellarteriopatia. In questi casi è fondamentale la gestione da parte di un diabetologo.
  • La costanza nel seguire e trattare la malattia: eseguire regolarmente i controlli periodici stabiliti dallo Specialista ed assumere con regolarità i farmaci prescritti (Non ha senso intraprendere una terapia a periodi! In questi casi può essere dannosa!).
  • Il controllo cardiologico: viste le strette interconnessione tra arteriopatia periferica e le problematiche cardiache sistemiche è consigliato eseguire controlli periodici dal cardiologo di fiducia.
  • Gli esami strumentali di controllo: eseguire almeno una volta allanno un ecocolordoppler arterioso degli arti inferiori ed ecocolordoppler delle carotidi (TSA)


Metodica di allenamento

(Utile, non obbligatorio attrezzarsi di contapassi e di cardiofrequenzimetro specie nel cardiopatico:

...SE COMPARE DOLORE AL TORACE FERMARSI, SE COMPARE DOLORE AGLI ARTIPROSEGUIRE!!!)


1) Misurate il tratto di strada che riuscite a percorrere senza accusare dolore: corrisponde a tutta la strada che potrete percorrere fino a che compaiano i dolori alle gambe. Questo è spesso un dolore di tipo crampiforme ed è localizzato soprattutto ai polpacci, più raramente alle cosce e alle natiche. Camminate con una velocità di 120 passi al minuto, cioè fate 2 passi al secondo.

2) Riducete il tratto di strada che avete determinato del 10%: questa è la cosiddettaunità di percorso, e indica la lunghezza della strada da coprire diverse volte al giorno per la prima settimana. Per essere più concreto: se il tratto di strada che si è percorso senza dolore equivale a 200 passi, lunità di percorso è 200 passiil 10% (20 passi) = 180 passi. Siccome la velocità che si suggerisce di tenere è di 120 passi al minuto, per fare 180 passi bisogna impiegare un minuto e mezzo.

3) Percorrete per 10 volte la vostraunità di percorso, facendo ogni volta una pausa di 30 secondi, e ricominciando poi a camminare. Dovete fare attenzione a tenere sotto osservazione il numero di passi stabilito. In questo modo avete ottenuto il vostropercorso di allenamento. Il percorso di allenamento corrisponde a 10unità di percorsoe alle relative soste intermedie.

4) Econsigliabile distribuire i diversipercorsi di allenamentonellarco della giornata, ripetendoli almeno 3 volte al giorno.

5) Bisogna controllare ogni settimana il tratto di cammino percorribile senza dolore, trovando un adeguamento consono alle proprie condizioni. Il tratto di percorso verrà aumentato del 10% ogni settimana.


Econsigliabile allenarsi con regolarità, anche se tutto ciò è pesante.

Se sopraggiunge un peggioramento sia nella marcia o la comparsa di dolore improvviso a riposo, occorre essere rivalutati dallo specialista.


I consigli sono a cura del Dr Alberto Cataldi (tratti da articoli internazionali)