Capillari



I “Capillari” questi sconosciuti!...

I “capillari”, aspetti antiestetici e funzionali che compaiono sulla cute in particolare negli arti inferiori, furono per la prima volta riconosciuti e definiti con il loro vero nome da Von Graf nell'800, che li definiva come una dilatazione patologica dei vasi più piccoli e periferici: da cui teleangectasie (tele_ a distanza; angio_vaso; ectasie_dilatazione).

Le teleangectasie hanno un calibro tra i 0,1 ed 1 mm e possono essere sia venulari, che arteriolari o miste. Prediligono il sesso femminile. Di norma sono asintomatiche, ma in base alle sedi di comparsa possono dare sensazione  aspecifiche di fastidio, bruciore, dolore puntiforme, pesantezza. In posizione eretta si accentuano ed in particolare nella fase premestruale. Si localizzano prevalentemente al viso ed agli arti inferiori, e proprio in questi ultimi che rappresentano la maggiore espressione clinica.

Le teleangectasie possono assumere vari colori: dal blu scuro al rosso intenso con tutte le tonalità ed inoltre si ramificano in maniera differente in base alle sedi di osservazione: ad esempio possono essere ad andamento parallelo, ad albero, a ragnetto, miste. Ma proprio queste forme devono far riflettere sulla loro posizione topografica.

Inoltre è scorretto dire che i "capillari" sono alla base dell'insufficienza venosa, in quanto molti quadri non avranno mai una evoluzione in tal senso, questa è una contraddizione che compare spesso citata nelle linee guida e nelle classificazioni C.E.A.P.-V.


Fisiopatologia delle teleangectasie…

Alla base delle teleangectasie vi possono essere alterazioni dell’equilibrio ormonico, alterazione del sistema venoso superficiale e profondo, alterazioni fisiche e posturali.

Le alterazioni ormonali sono ben conosciute, basti pensare alla gravidanza o a sindromi dismenorroiche che ne aumentano la comparsa… ma l’aspetto buffo è come mai tante donne in gravidanza non le sviluppano? La clinica ci insegna anche ad osservare che molte teleangectasie scompaiono dopo i primi due-tre mesi dal parto! Dunque questo conferma l’aumento volumetrico del circolo ed i compensi atti a sostenerlo, anche nei fini capillari, la predisposizione ormonica nelle varie fasi della gravidanza, il crollo degli stessi con il parto e dunque, la regressione del fenomeno! Progesterone ed estrogeni sono alla base di tali cambiamenti. Una conferma viene anche dalle dismenorree in trattamento con estro-progestinici, che aumentano la comparsa di teleangectasie e danno quei sintomi tipici agli arti inferiori di una donna in gravidanza (motivo per cui si va dal flebolinfologo!).

Un altro dato sostanziale nella comparsa delle teleangectasie è rappresentato dall’eccessiva esposizione solare e dunque dal precoce invecchiamento cutaneo. Alla base di ciò c’è la degradazione dell’elastina (una proteina che garantisce l’elasticità dei tessuti e che non si rigenera più nel corpo, dalla nascita di un individuo da cui la necessita di preservarla!).

traumatismi in genere: Ad esempio una distorsione importante alla caviglia quanti capillari fa comparire nel punto di lesione della fascia muscolare e delle fascie sottocutanee?!!.  Ricordiamo anche il trauma iatrogeno ovvero le ferite chirurgiche: spesso in sede di ferita si evidenziano comparsa di teleangectasie.

Le infezioni cutanee possono far comparire capillari e sempre in gioco la fascia e l’aumento locale della temperatura e la neoangiogenesi del processo flogistico.

L’applicazione di calore diretto: storica è la comparsa di capillari nei punti di frequente applicazione della borsa di acqua calda, dunque vasodilatazione della cute di quel punto? oppure slatentizzazione di un danno fasciale in quel punto o lassità della fascia dopo applicazione prolungata del calore?!

La massoterapia, i famosi massaggi, in tutte le forme sia fatti dalle mani umane che da macchine. E’ fondamentale la forza di applicazione sulle fascie e sulle tele sottocutane. Un massaggio è piacevole in quanto riduce le tensioni fasciali, ma è anche spiacevole se a lungo andare causa inestetismi!

Alla base ci può essere la postura dell’individuo?... Voglio sottolineare l’importanza del tessuto che vive intorno a questi vasellini spie di un complesso sistema ammalato!

Da quando ho iniziato ad occuparmi di questi aspetti medici mi sono sempre chiesto come mai vi sono persone che pur non avendo tutto ciò ed essendo da un punto di vista medico, “sani” presentano gli arti inferiori invasi da capillari?!... Ma se eseguiamo un anamnesi più attenta ci rendiamo conto di un dato sostanziale: sono “sani” ma vivono nel più completo squilibrio posturale (vedi chi è il malato posturale!).

Comunque alla base di tutto c’è la fascia e la lassità tissutale in tutte le sue espressioni. 

Come si curano le teleangectasie?...

Alla base della terapia delle teleangectasie vi è la scleroterapia. Questo è quello che si trova scritto e di cui  si parla nei congressi, riunioni, ecc.: la scleroterapia in tutte le sue espressioni e sfumature…

(Ma alla base di un commercio smodato intorno all’argomento, chi inquadra ad oggi “il malato capillare”?... Nella pratica quotidiana, spesso vedo pazienti che non sono stati neppure visitati prima di trattare le teleangectasie, perché essendo inestetismi, devono essere trattati come tali… occorre bruciarli, toglierli, sclerotizzarli! Ma la recidiva, la complicanza, i sintomi a cosa sono dovuti,… come medici e come ricercatori dovremmo chiedercelo per ogni paziente che abbiamo di fronte alla scrivania… prima capire e dopo curare. Richiamo all’attenzione dei colleghi il giuramento di Ippocrate, che in questa pratica smodata, viene violato in ogni momento. Siamo medici, non banchieri! E per quanto può sembrare assurdo tutto questo discorso, alla base della medicina non ci sono le macchine, gli esami di laboratorio, i test strani,… ma esiste l’uomo ed il suo intuito e dopo gli esami… è una frase che mi veniva proposta durante gli studi di medicina e chirurgia, ma ahimè! Nella vita non viene applicata se non dai veri medici!)

Dopo questa breve premessa, chiediamoci: quale terapia per le teleangectasie? La scleroterapia. Ma ricordiamo anche: escludiamo le patologie sistemiche, escludiamo turbe coagulative, capiamo perché è comparso quel capillare proprio lì e dopo trattiamolo se ne troviamo l’indicazione. In caso contrario dobbiamo trovare il coraggio di dire alla paziente: “Signora, si tenga i suoi capillari, il mio trattamento potrebbe essere dannoso!” ( “primo non nuocere “  Ippocrate.). Ricordo tuttora il consenso informato al trattamento delle teleangectasie, la persona deve essere informata sul tipo di trattamento medico mini-invasivo.

La scleroterapia delle teleangectasie può essere eseguita con due metodiche differenti:

La Scleroterapia con mezzi chimici

La Scleroterapia con mezzi fisici

 La sclerosi è la distruzione controllata di una dilatazione antiestetica, ma alla base ci deve essere un adeguato studio clinico ed un adeguato uso dei mezzi sclerosanti.

Dr. Alberto Cataldi