da Bari alla chemioterapia

Dall'incidente di Bari la nascita della chemioterapia

Il 2 dicembre del 1943, alle 19,25, gli aerei tedeschi bombardarono il porto di Bari.

Fino a qui sembra niente di particolare era la II guerra mondiale, il bombardamento fu definito a Pearl Harbour del Mediterraneo

Questo bombardamento segnerà la nascita della chemioterapia anti-tumorale!

In tale battaglia furono scaricate sul porto di Bari tonnellate di bombe, ma nessuno conosceva il segreto che si celava in una nave USA. Il segreto era rappresentato dal'iprite o gas vescicante, detto anche mostarda azotata, da cui derivò successivamente il ciclofosfamide sotto nome di commerciale di endoxan farmaco tutt'ora usato per i trattamenti chemioterapici, di cui dall'epoca si sottolineano gli effetti altamente citotossici e mutagenici. 

Un aspetto curioso che il primo articolo pubblicato ufficialmente su pubmed nel 1969 sulla sperimentazione di tale prodotto fu proprio ad opera di autori tedeschi! 

 (Munch Med Wochenschr. 1959 Dec 4;101:2273-5. [Clinical experiences with endoxan]. [Article in German] ECKHARDT S,SELLEI C,HARTAI F.)

L'utilizzo clinico delle mostarde azotate in clinica nasceva all'inizo degli anni sessanta, dopo il boom alimentare che facilitò l'incremento della mortalità per tumori ad esempio.

Ritorniamo al bombardamento di Bari. Le bombe esplosero e incendiarono gli elementi circostanti, navi, case, persone ed è stato il più grande incidente chimico dell’ultima guerra mondiale. Vi furono 2000 vittime che ebbero atroci sofferenze.

il colonnello Stewart Alexander (esperto in intossicazioni da iprite), aveva visto che il gas iprite, in alcuni marinai morti ed affetti da tumore aveva bloccato la replicazione di alcuni tipi di cellule che l’organismo sano produce in modo rapido. In seguito a questa osservazione.

Successivamente, i ricercatori Louis Goodman e Alfred Gilman, avviarono la sperimentazione di un farmaco derivato dalle “mostarde azotate”, per curare il cancro.

Ricordo che la nave affondata che conteneva il gas era l’americana SS John Harvey che portava un carico non denunciato e noto a nessuno, tranne il capitano della nave: 2000 bombe M47 ognuna da 30 kg di iprite

L’iprite prende il suo nome da Ypres, la città del Belgio presso la quale i tedeschi la usarono come arma nella prima guerra mondiale.

Ricordiamo che l’aiuto del Colonnello Stewart Alexander, non fu casuale ma inviato da Eisenhower, questo colonello era un esperto anche di avvelenamento da iprite, furono iniziati adatti trattamenti e migliori precauzioni. Tuttavia oltre 600 vittime dell’avvelenamento da iprite, provenienti dalla zona del porto, vennero trattate e di queste 83 morirono. Circa 1000 cittadini di Bari morirono; non si può sapere quanti per avvelenamento e quanti per bombardamento.

Il colonnello Stewart Alexander nella sua relazione finale notò che dalle autopsie dei morti per iprite si notava una notevole soppressione dei linfomi e dei mielomi.

Questo rinforzò l’ipotesi che solo un anno prima Goodman e Gilman (famoso trattato di farmacologia) avevano fatto sull’impiego di derivati dell’iprite). L'aspetto curioso che marinai sani avevano linfomi e mielomi,... su tale aspetto non voglio parlare!

Negli stessi anni erano in corso studi sulle proprietà antitumorali dell’iprite e suoi derivati*. Fu notato che l’iprite poteva reagire con il DNA e portare alla distruzione del medesimo!

Dunque l'iprite è mutagena e dunque cancerogena,... dare un mutageno ad un portatore di cellule mutate sembra una barzelletta,... ma fa parte della terapia attuale non solo con il ciclofosfamide!

Furono fatti esperimenti e in effetti si vide che l’iprite poteva portare a riduzione dei tumori: era la prima volta che veniva trovato un prodotto chimico che poteva essere adoperato come antitumorale. Fino ad allora, contro i tumori vi erano solo le armi dell’intervento chirurgico o dei raggi X. Entrambi piuttosto poco efficaci.

Dunque l'iprite un gas vescicante, citotossico e cancerogeno fece iniziare il grande capitolo medico nella cura dei tumori !

Ma se il farmaco cura, a distanza le mutazioni indotte possono generare nuovi tumori? 

Quanto ci vuole affinchè un tumore si manifesti clinicamente?

Come la chiamano i ricercatori: resistenza alla mostarda?

Ma se questi trattamenti rendono il tumore anaplastico (vuol dire molto diverso dal tessuto d'origine e dunque più aggressivo) recenti ricerche dimostrano che questo meccanismo sia possibile!

Dunque adesso ci curiamo con sostanze citotossiche e cancerogene e dopo aspettiamo la recidiva dopo un periodo più o meno lungo di guarigione apparente! 

Ma un malato di tumore guarisce dal tumore?

Secondo la recente letteratura mondiale e nazionale sembra di si! Ma allora come mai aumenta l'indice di mortalità per tumore? 

Sono anni che mi pongo queste domande, sono anni che cerco risposte,... la risposta ufficiale è che la chemioterapia attualmente è la terapia scientificamente più valida! Va bene,... ma possiamo iniziare a pensare a qualcosa di diverso? La citotossicità è la sola via per aggredire il tumore? Inoltre riduciamo effettivamente la massa oppure ne riduciamo il tessuto lasso o acellulare o addirittura e non voglio pensarlo solo abbattiamo il sistema di difesa tumorale?

Le cellule di difesa si abbattono dopo chemioterapia infatti dopo un ciclo dobbiamo aspettare che risalgono e cosa avviene alle cellule tumorali nel frangente che il sistema si riprenda? stanno ad aspettare pure loro bloccando la mitosi (proilferazione cellulare)!

Se un tumore diventa resistente ai farmaci allora si comporta come un organismo intelligente e come tale risponde alla terapia! 

Ma la risposta nei tumori ad alta aggressività effettivamente non c'è ed allora vi sono altre vie oltre a tagliare, intossicare e bruciare! 

Gli antichi medici fino all'ottocento dicevano che per sconfinggere il tumore occorre eradicare fino all'ultima cellula e Virchow padre della moderna visione dei tumori afferma«con tutta la sua pratica anche un indaffarato chirurgo, se vuole ottenere quel che i suoi predecessori non hanno ottenuto, non può fare a meno di ricorrere infine all'istologia e al microscopio»

Dunque rimbocchiamoci le maniche, molto c'è da fare e molto da dire!

Siamo chiari con le persone che indifese si affidano alle nostre cure!

Curate non solo la terapia medica o chirurgica che sia, ma anche la loro alimentazione e le loro carenze, curate la mente ( i farmaci danneggiano la memoria!) e date loro la speranza di riuscire a farcela, ma ricordate che per risolvere il problema tumore ancora siamo rimasti ai primi dell'800 quando le metastasi erano meno frequenti ed i tumori erano maggiormente lesivi in seguito a danno locale o a complicanze infettive,... QUELLO CHE E' CAMBIATO DALL'EPOCA E' L'ECCESSO ALIMENTARE PROCAPITE. Dunque necessita tanto lavoro e tanta pazienza,... forse la via alimentare e la riduzione di tale abuso che dagli anni 50 ci hanno indotto potrebbe essere un mezzo per ridurre l'aumentata incidenza,.. .se poi mettiamo le nuove tecnologie ed i nuovi inquinanti c'è veramente tanto da fare!

Voglio ricordare le parole di Bernard Claude nel 1850: «Il corpo vivente, sebbene abbia necessità di un ambiente circostante, è nondimeno relativamente indipendente da esso. Questa indipendenza che ha l’organismo rispetto all’ambiente esterno deriva dal fatto che, nell’essere vivente, i tessuti sono in effetti isolati dalle influenze esterne dirette e protetti da un vero ambiente interno, costituito, in particolare, dai fluidi circolanti nel corpo»«La costanza del mezzo interno è la condizione per la vita libera e indipendente: il meccanismo che rende ciò possibile è quello che assicura il mantenimento, nell’ambiente interno, di tutte le condizioni necessarie per la vita degli elementi»

«La costanza dell’ambiente presuppone una perfezione dell'organismo tale che le variazioni esterne sono ad ogni istante compensate e tenute in equilibrio. Di conseguenza, lungi dall’essere indifferente al mondo esterno, gli animali superiori sono al contrario in stretta relazione con esso, cosicché il loro equilibrio risulta da una continua e delicata compensazione con un bilanciamento sensibilissimo»

Se vedessimo il tumore come un organismo in grado di regolare delle funzioni e di parassitare l'organismo ospitante, stabilendo dei rapporti omeostatici adeguati, se noi eliminiamo il tumore, alterando tale omeostasi, non è che inneschiamo un meccanismo di ripresa della malattia? 

La domanda sarebbe, l'omeostasi alterata del tumore si può ripristinare in qualche modo senza arrecare danno allo stesso? 

Perchè un tumore si è generato? Non potrebbe essere espressione di un tentativo di compenso da parte dell'organismo in seguito all'introduzione di sostanze che alterano meccanismi che fisiologicamente regolano l'omeostasi del quel corpo?

Se i danni mutagenici fino ad un certo punto possono essere riparati,.. allora perchè non trovare strategie di riequilibrio dell'ambiente interno verso o per il tumore rispetto all'ambiente esterno che in questo caso è il corpo ospitante? 

Un esempio tipo la vitamina D che facilita l'eliminazione delle cellule apoptotiche (morte cellulare) e riduce la crescita di cellule giovani,.. cosa fa perdere l'inibizioe da contatto cellulare dei tumori? Perchè alcune cellule si isolano dalle altre, cosa le stimola in eccesso per arrivare a diventare indipendenti e dopo generare un nuovo organismo ed una nuova omeostati? Quando il tumore prende il sopravvento lo fa per sostuire un corpo che non riesce a compensare gli insulti che quotidianamente subisce in seguito a tossine, alimentazione, mutagenesi, etc,...?

Dunque gli antichi ci indicarono la via e noi fino ad oggi abbiamo attaccato il nemico “il cancro” come un qualcosa da estirpare e non da curare!

Forse se capissimo le alterazioni degli equilibri ormonali e fisiologici ed alimentari che hanno portato all'innesco del tumore in seguito all'esposizione di patogeni ambientali, probabilmente riusciremmo a trovare una nuova cura più fisiologica e meno tossica come quella che attualmente riusciamo ancora ad applicare quando il tumore si manifesta.

Un tempo i tumori erano tipici di alcune fasce di lavoro il più diffuso era il tumore all'utero e dopo la mammella, gli altri erano rari,.... cosa è cambiato dall'antico egitto ad oggi? Questi tumori erano tipici di specifiche ere e classi di persone e non erano cosi diffusi,.. forse perchè all'epoca solo quelle persone si esponevano a determinate alimentazioni ad esempio di latte, o di particolari carni,...etc!

Non sono un oncologo, faccio il medico, mi occupo di chirurgia in particolare di vasi, ma ricerco costantemente la verità. 

Non credete a chi guarisce i tumori con la mente o con pozioni magiche, non credete a ciò che non può essere dimostrato, siamo in un mondo dimenzionale e come tale tutto può essere dimostrato e deve rispondere a leggi specifiche.

 In universi pluridimensionali tali regole non valgono, ma per il momento il nostro universo è questo ed ad esso dobbiamo adattarci studiando le regole e le leggi che lo governano come abbiamo fatto fino ad oggi. Anche il tumore presenta regole e leggi,... ma per il momento abbiamo solo “estirpato il male” e non curato!

Non fatevi abbindolare da falsi profeti, la scienza si basa su un metodo di controllo rigoroso, anche in essa esistono imbroglioni,... ma la chiarezza chiarifica.

Inoltre la nostra società è commerciale e dietro alla malattia purtroppo si nasconde tale aspetto! affidatevi al medico abilitato ma chiedete chiarimenti su ogni trattamento ed atto terapeutico è un vostro diritto, a volte il medico sovraccaricato di lavoro è stanco e scorbutico portate pazienza, ma chiedete chiarezze,... anche voi siete spesso scorbutici e impazienti,... non abbiate fretta,... chiedete chiarezza anche se la visita ha un tempo,.. al massimo il medico chiarirà con poche parole per volta o vi condurrà sulla strada della comprensione. se ci aiutiamo a vicenda riusciamo a superare insieme lo stato di alterata omeostasi indotta dalla malattia, sia essa infettiva o neoplastica o autoimmunitaria o di altra natura.

Buona navigazione.


P.S:: il testo non mira a evitare le terapia efficaci, ma vuole sensibilizzare le persone che le terapie hanno effetti deleteri sul corpo e che insieme si riuscirà a combattere meglio il tumore o le altre malattie. inoltre curatevi a 360° è ora di guardare oltre le terapie ufficiali e sperimentarle seriamente e scientificamente come tanti ricercatori stanno iniziando a fare!

dunque affidatevi con fiducia, ma chiedete chiarimenti in modo tale da stimolare medici stanchi dell'apatia quotidiana ad attivare le menti e dare il massimo di loro stessi al momento della visita!

Siate saggi e pazienti e ora di svegliarsi!

Se vogliamo migliorare e curarci al meglio dobbiamo aiutarci e non bastano solo le strutture come sono attualmente concepite, occorre fare di più! 

Ai giovai colleghi mi rivolgo con passione: siate passione e forza, siate libertà di pensiero, guardate e scrutate nella malattia ed aiutate chi ne soffre, accudite la sofferenza, tenete la mano a chi ci sta per abbandonare la sua vita, non siamo eterni, ma possiamo migliorarci e migliorare. Una persona ha dignità fin quando vive e fin quando esprime un alito di vita e nella morte ricordiamo che era uno di noi fragile o forte, superiore o inferiore, amante o amato, padre o madre, figlio o figlia, credente o ateo, sicuro o insicuro, frettoloso o calmo, tenero o freddo,... non giudicate la morte e non sarete giudicati,.... voi siate guida anche nella morte,... una parola di conforto al familiare aiuta a superare un momento che affronteremo tutti,... tenete alla vita e amate il prossimo come voi vi amereste. In questo mondo di diffidenza, di incostanza, di fretta, di odio,... occorre solo AMORE.

Dr Alberto Cataldi