Fruttosio

Prima di parlare di fruttosio ed effetti tossici sull'organismo, parliamo
della oramai nota, prevalentemente ai biochimici, reazione di Maillard scoperta nel 1900.
Questo è un processo in cui zuccheri riducenti reagiscono spontaneamente con i gruppi amminici proteici generando prodotti di glicazione.
In passato si pensava che solo il glucosio potesse avere questo ruolo,
il glucosio è tra gli zuccheri meno reattivi dei sistemi biologici.
Vi sono prodotti intracellulari che danno origine in maniera più vistosa alla reazione di glicazione non enzimatica in una percentuale molto più veloce, come il fruttosio, il triosio e i composti dicarbonilici.
Le due fonti tipiche di assunzione del fruttosio sono: esogena ovvero con la dieta ed endogena dal glucosio attraverso la via della reduttasi.
Il fruttosio pur avendo una reattività otto volte superiore, a quella del glucosio, ha un contributo di glicazione extracellulare  inferiore a quella dal glucosio, a causa della  sua  bassa concentrazione plasmatica di fruttosio  (5 mmol / L di glucosio vs 35 micro mol / L fruttosio), in condizioni di equilibrio "normali".
Questo è vero nel momento in cui uno assume poco fruttosio, ma recenti studi su persone che andavano ad analizzare gli effetti dopo la somministrazione di soluzioni al 50% di glucosio - 50% di fruttosio o solo di fruttosio, dimostravano effetti tossici sul fegato e su altre proteine sistemiche da parte del fruttosio, mentre minore da parte del glucosio.
Solo negli anni 80 si è iniziato a  dimostrare la correlazione tra diabete ed invecchiamento tissutale.
Nel frattempo studi su animali dimostravano la correlazione tra aumento di fruttosio e danno epatico (steatosi epatica = fegato grasso non da alcol). Studi che di recente sono stati confermati anche sull'uomo.
Alcuni studi sperimentali hanno dimostrato come l'aumento delle concentrazioni del fruttosio facilitano il processo di glicosilazione del collagene, se rapportate a pari esposizione con il glucosio, rendendolo meno stabile e resistente.
Dobbiamo sottolineare come negli ultimi sessantanni l'assunzione del fruttosio con l'industrializzazione è aumentata esponenzialmente, proponendolo addirittura come migliore del glucosio. 
Ricordiamoci che il saccarosio è costituito al 50% di glucosio e l'altro di fruttosio.
I dati di vari studi suggeriscono che il consumo a lungo termine di fruttosio induce effetti negativi sull'invecchiamento; ulteriori studi sarebbero necessari per chiarire il ruolo preciso del fruttosio nel processo di invecchiamento.
Tale invecchiamento oltre nel collagene ed in altre strutture è stato osservato anche nelle pareti arteriose e si osservano in recentissimi studi interessanti correlazioni.
Dunque vari studi suggeriscono che il fruttosio è strettamente coinvolto non solo nella glicazione ma anche nelle reazioni della via dei polioli e nella perossidazione lipidica mediante formazione di radicali liberi. Così, il fruttosio viene considerato uno zucchero riducente molto importante ed è associato con la progressione delle complicanze nel diabetico e nel facilitare l'invecchiamento corporeo nel non diabetico.
La letteratura mondiale dopo un analisi delle recensioni su pubmed dimostra che il fruttosio assunto in maniera abituale dall'uomo è dannoso.
Allora la domanda nasce spontanea: Perché pur sapendolo dagli anni 80 si somministra ancora in vari modi?
Inoltre questi studi giustificano grandemente l'osservazione che l'assunzione di grandi quantità di frutta portano ad un precoce invecchiamento dei tessuti oltre al rischi di fegato grasso non alcolico, inoltre dimostrano che l'assunzione cronica di fruttosio aumenta i fattori di flogosi tissutale non solo a livello epatico ma anche in altri organi quali l'apparato scheletrico o cardio-vasolare.
Questo deve farci alzare le antenne e chiederci: Perchè continualo a somministrarcelo quotidianamente in ogni sorta di alimento?
Questo implica che occorre porre attenzione sempre di più a cosa mangiamo e che alcuni studiosi che insistono riguardo alla sospensione della frutta in base a certi gruppi immunologicamente correlati ed in base a determinate sintomatologie è altamente giustificato dalla ricerca scientifica attuale e passata.
Alcuni alimenti con concentrazioni decrescenti di fruttosio: Miele (50gr/100gr), Datteri, Uva secca, Fichi secchi, Salsa barbecue, Purea di prugne, Melassa, Cetrioli dolci, Uva, Aceto balsamico, Paprika, Succo di melograno, Succo d'uva, Coca-cola senza caffeina, Mele, nettare di tamarindo, Lemon soda (6gr/100gr) , Pomodori in barattolo, Cachi, Prugne, Ciliege, Mirtilli, Banane, Mango, Kiwi, Peperoncino in polvere, succo di Papaya, Hamburger, Cheeseburger, Cipolline, More, Passata di pomodoro, Fragole, Ananas (2gr/100gr) , Pane grattugiato, Big tasty, BigMac, Clementine, Aranci, Fagioli precotti, Pesche, Cereali lavorati (1.5 gr/100gr), 
e tanti altri,,....
Dunque il problema non è solo la frutta e molto più esteso, immaginate che uno sia un vegano che mangia tanta frutta, verdure, cereali e legumi,... allora si capiscono alcune problematiche a cui i vegani vanno incontro. dunque tutto fa bene, ma nelle giuste proporzioni e con una coltura più biologica possibile.
La sanità dovrebbe sensibilizzare i produttori di cibo industriale,... La salute si cura iniziando dal cibo, se si insegnasse alle persone a mangiare meglio ed alle industrie a produrre cibi migliori, allora tanti farmaci servirebbero ben a poco,... INIZIATE A CAPIRE...
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J Nutr Biochem. 23 marzo 2016; 32: 115-122. doi: 10.1016 / j.jnutbio.2016.02.013. 
Rodríguez L1, Panadero MI1, Rodrigo S1, Roglans N2, Otero P1, Álvarez-Millán JJ3, Laguna JC2, Bocos C4.
 
L'assunzione di fruttosio da zuccheri aggiunti è correlato con l'aumento epidemia di sindrome metabolica e gli eventi correlati. Tuttavia, il consumo di bevande zuccherate con fruttosio non è regolamentata in gestazione...... L'assunzione materna di fruttosio fa influenzare la risposta nell'adulto con riflesso sulla  prole di sesso femminile  e così aggrava la dislipidemia fruttosio indotta e la steatosi epatica.

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Alberto Cataldi