Latte

Una relazione tra estrogeni, latte e sviluppo spontaneo di tumori mammari negli animali da laboratorio era stata individuata già prima della seconda guerra mondiale (Bittner, 1942).


In tempi recenti sono state sia le evidenze di analisi epidemiologiche che di ricerche di laboratorio che hanno portato non solo a rafforzare l'ipotesi del ruolo degli estrogeni nel latte nell'incidenza del tumore mammario ma ad individuare possibili relazioni con l'infertilità e i tumori maschili (prostata e testicolo).

La grande differenza nell'incidenza del tumore alla prostata tra Occidente e popolazioni asiatiche che notoriamente hanno bassissimi consumi di latte e latticini ha indotto ad approfondire gli studi nell'ambito degli Usa e dei paesi europei. Uno degli studi più significativi è stato realizzato a Milano (La Vecchia et. al., 1991). 
Da questa indagine emergeva come il consumo di oltre due bicchieri di latte al giorno aumentava il rischio di sviluppo di tumore alla prostata di 5,1 volte rispetto ai non bevitori di latte. Il maggior consumo di latte e latticini è stato anche associato al tumore ovarico. In Svezia si registra la più alta incidenza al mondo di tumore ovarico. 

Qui uno studio ha mostrato che le donne che consumavano più di quattro porzioni al giorno di prodotti a base di latte vedevano raddoppiato il rischio di sviluppo di tumore ovarico rispetto alle donne che consumavano meno di due porzioni (Larsson et al., 2004)

In Giappone, un paese che, prima della seconda guerra mondiale non consumava quasi lattici. Dalla fine della guerra ad oggi il consumo di questi prodotti è aumentato di 20 volte mentre il tasso di mortalità dovuto al tumore alla prostata è aumentato di 13 volte, ad un ritmo senza uguali nel mondo (Ganmaa et al., 2002).
L'aumento dell'incidenza delle patologie tumorali è stato altrettanto rapido. Da 1374 morti per tumore mammario nel 1948-1952 si è passati a 7589 morti nel 1993-1997 (Li et al., 2003).

La conferma da parte di diversi studi di questa relazione induceva ad identificare la componente del latte alla base del problema. Dopo una serie di indagini che chiamavano in causa il ruolo dei grassi uno studio condotto su 41 paesi da Grant (1999) puntava il dito contro componenti del latte diverse dai grassi. 
Gli estrogeni apparivano un candidato ideale.

Sharpe e Skakkebaek (1993) avevano ipotizzato che gli estrogeni potessero essere responsabili di oligospermia e disturbi dell'apparato genitale maschile e dal momento che il 60-80% degli estrogeni assunti con la dieta derivano dal latte (Hartmann et al., 1998) diveniva logico associare il rischio di carcinoma prostatico con gli estrogeni del latte pur tenendo conto che nel latte sono presenti altri ormoni, fattori di crescita e altri peptidi che potrebbero rivestire un ruolo nello sviluppo del tumore prostatico (Janssen et al., 1996, Wang e Wong, 1998; Untergassen et al. 1999).
  
Purtroppo la concentrazione degli estrogeni nel latte vaccino messo in vendita al consumatore resta elevata perché i trattamenti termici non sono in grado di inattivare questi ormoni (Qin, 2004).
Le considerazioni sopra esposte hanno portato Ganmaa et al. (2001) a concludere che:
In ragazzi in età prepuberale nel periodo critico dello sviluppo sessuale in eccesso consumo di latte e prodotti lattiero-caseari possono interferire con lo sviluppo fisiologico del sistema riproduttivo e determinare una ridotta qualità spermatica in età adulta.

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Alberto Cataldi