Storia del gelato

 
I primi gelati si osservarono nell'antica Roma, mescolando neve con miele ed aromi naturali da li nacque in Italia la storia del gelato ebbe alti e bassi fino alla creazione del ghiaccio artificiale è complessa ma inizia tutto con l'evoluzione della conservazione degli alimenti con l'invenzione di una macchina che produce ghiaccio. 
Per meglio dire nel 1864 Carrè brevetta un impianto refrigerante ad ammoniaca compressa. Ma si deve a Carl Paul Gottfried von Linde la costruzione a livello industriale di una macchina che produce ghiaccio artificiale. 
Da quel momento i gelatieri scoprono l'oro e la diffusione del gelato si propaga nel mondo a macchia d'olio.
Il ghiaccio sotto forma di neve viene conservato e trasportato fino al domicilio con tutti i vantaggi di questa pratica e nasce la figura del “nevaiolo”.
Francesco Leonardi nel 1808 scirveva: “tutto può gelare,... acqua, frutta, uova, latte, zucchero,....
da qui nacquero i sorbetti (frutta, acqua, zucchero e spezie varie), i gelati (acqua, latte, zucchero, panna ed aromi vari). 
In questi componenti viene preservata o insufflata l'aria componente essenziale per dare la sofficiezza al gelato o al sorbetto.
Il problema nasce proprio dal mescolare il  latte, lo zucchero e la frutta non rappresenta il massimo per il carico di fruttosio, lattosio, galattosio e glucosio ed in tante patologie non va bene.
Meglio un sorbetto di frutta congelata e trattata con insufflazione dl'aria fine che lo rende cremoso senza zuccheri aggiunti, nel periodo caldo e non la sera.
Dunque se non siete malati di tiroide, diabete o altre patologie metaboliche dove gioca un ruolo fondamentale lo zucchero o il latte vi sconsiglio l'uso di tale bontà;
è meglio evitare che peggiorare sintomaticamente.

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Alberto Cataldi