Ulcera Linfatica

Insorgono come complicanza del linfedema degli arti, sia congenito o acquisito, negli stadi avanzati (III-IV-V stadio sec. la classificazione clinico-operativa dei linfedema – C4 nella CEAP-L) su base spontanea o dopo traumi o infezioni.

Rappresenta una perdita di sostanza della superficie cutanea che si può estendere nei tessuti profondi; con la caratteristica di irregolarità, di essudazione di linfa (liquido chiaro come l’acqua) e con fondo sanioso (giallo pallido e/o biancastro), con le caratteristiche di lenta guarigione.

L’origine dell’ulcera linfatica può essere:

          Ulcere spontanee (accumulo nel sottocute di eccesso di linfa): a cute libera, delle pieghe.

          Ulcera traumatica (con difficoltà a guarire per eccesso di essudazione linfatica del sottocute)

          Ulcera infetta (complicanza delle ulcere spontanea o traumatica).

         - su bolle di linfa che si infettano.

         - su ulcera linfatica attiva.

          Ulcera neoplastica (evenienza rara).

Le possibili sedi di comparsa dell’ulcera linfatica sono rappresentate:

          Ulcere in sede di pachidermite: si osservano dal III stadio in poi, spesso sono spontanee. Il tessuto si presenta ipercheratosico e con minuti interstizi.

          Ulcere nelle pieghe: (spesso infezioni da miceti o da lieviti) frequenti in tutti gli stadi aumentano in corso di scompenso con imponente essudazione.

          Ulcere a cute libera: (ad essudazione linfatica o traumatiche) tipiche del III – IV stadio.

          Ulcere su noduli sottocutanei: sono rarissime e sono espressione spesso di degenerazione neoplastica (IV-V stadio).

Gli Esami consigliati caso per caso nell’inquadramento dell’ulcera linfatica:

          Ecografia dei tessuti molli

          Ecodoppler venoso ed arterioso

          Linfoscintigrafia

          TC

          RMN

          Tampone dell’ulcera

          Analisi fisico-chimica della linfa

La terapia indicata nel trattamento dell’ulcera linfatica:

          Norme igenico-sanitarie.

          Compressione: bendaggio con bende a corta    elasticità

          Terapia medica topica: sconsigliata, utile  l’argento micronizzato o le sostanze batteriostatiche (fucsina, permangato di potassio…)

          Terapia medica sistemica : estratti vegetali titolati a base di cumarina; diosmina ed esperidina, troxerutina, in casi selezionati antibiotico-terapia.

          Terapia chirurgica: da effettuare dopo riduzione dell’essudazione (mesh graft o tessuti coltivati).

In questi casi una terapia repentina ed un’adeguata istruzione del paziente portano ad evitare le temibili complicanze infettive e il ricorso alla chirurgia in corso di linfedema.

Cosa dire adesso per l'alimentazione?
- Sicuramente seguire gli alimenti più idonei per   il vostro imprinting immunitario.
- Ridurre l'assunzione di acqua e preferire quella a basso residuo fisso a 180° almeno < 150 mg/L
- Evitare assolutamente gomme da masticare o caramelle anche se  "senza zucchero"!
- Ridurre al minimo i dolcificanti e gli zuccheri  raffinati in particolare e dolci cremosi o similari,... almeno non mangiarli la sera ed al pomeriggio! In fase attiva e meglio non assumerli.
- Prediligere vegetali, verdure e verdurine, ortaggi, legumi in base al vostro imprinting immunitario.
- Evitare la frutta, al massimo d'estate se fa caldo, non la sera!
- Non mangiare cereali o farinacei la sera!
- State attenti al fruttosio!
- Bevete poco durante i pasti e masticate bene!

Seguite i consigli per stabilizzate la malattia e mangiate gli alimenti adeguati al vostro imprinting!

Ricordate che gli alimenti sono da adattare caso per caso e dunque sentite il pare di medici che sono coscienti come tali!

Buona Navigazione,...

Dr. Alberto Cataldi